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Dati Istat : le PMI italiane stentano a decollare nella digitalizzazione

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A che punto è il processo di trasformazione digitale delle piccole e medie imprese (PMI) nel nostro Paese?

 

La recente rilevazione Istat sulle “tecnologie dell’informazione e della comunicazione nelle imprese" ci restituisce uno scenario ancora frammentato, con un gap da colmare rispetto alle grandi imprese che si conferma importante e dove, insieme agli sforzi compiuti per tenere il passo, emergono alcuni ostacoli che rallentano la corsa verso un più ampio utilizzo delle tecnologie digitali. Il comportamento delle PMI, valutato rispetto a 12 indicatori che compongono il cosiddetto Digital Intensity Index (DII), descrive quindi un panorama con forti contrasti, caratterizzato in generale da un ritardo nell’introduzione di attività specialistiche di digitalizzazione.

 

Adozione delle Tecnologie DigitaliLa situazione attuale

L'Italia si distingue positivamente nel panorama europeo per l'adozione di tecnologie “di base”, dal cloud computing, utilizzato dal 61,4% delle PMI con più di dieci addetti (45,2% la media dell'UE27), alla fatturazione elettronica, prevista in Italia da obblighi di legge e utilizzata dal 97,5% delle imprese italiane (rispetto alla media europea che si attesta al 38,6%). Anche l’utilizzo della banda larga - almeno 30 Mbit/s - è ormai ampiamente diffuso (84,8% delle PMI).

 

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Fonte: Rapporto “Imprese e ICT 2023” Istat, che ha analizzato la posizione delle PMI del nostro Paese rispetto all’adozione delle tecnologie digitali

 

Divari tra PMI e Grandi Imprese

Nella sua indagine, come detto, Istat valuta il comportamento delle imprese attraverso 12 parametri specifici, contribuendo alla creazione del Digital Intensity Index (DII). Tale indice è parte integrante del programma "Bussola digitale 2030" focalizzato sulle PMI, che si pone l'obiettivo di raggiungere il 90% di digitalizzazione entro il 2030. Nel 2023, però, solo il 21,3% del campione PMI  raggiunge livelli DII definiti alti. Al contrario, le grandi imprese si dimostrano ben più avanzate, con il 68,1% di queste che raggiungono un livello alto in termini DII.

Questi numeri evidenziano nuovamente la necessità per le piccole e medie imprese di intensificare gli investimenti, anche destinati all’implementazione di tool come i software gestionali che ancora risultano poco utilizzati in combinazione con altre attività digitali, e concentrarsi sia sullo sviluppo delle competenze sia sulle strategie di adattamento alle nuove tecnologie. L’analisi dei dati, così come l’IA, avrebbero per le PMI un impatto positivo anche in riferimento alle attività di vendita online che, nel 2023, sono rimaste stabili: circa il 13% delle imprese di piccole e medie dimensioni ha prodotto ricavi da e-commerce per almeno l’1% del fatturato totale. In questo ambito, sono ancora le grandi imprese a fare la voce grossa, a partire dai comparti energetico e manifatturiero.

 

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I 12 indicatori che compongono il Digital Intensity Index (DII)

 

Gli ambiti aziendali e le sfide dell'Intelligenza Artificiale

Solo il 5% delle aziende italiane con 10 addetti e più ha implementato tecnologie come l’IA, un dato inferiore rispetto alla media europea, che si attesta all'8% e indica la necessità di un maggiore impegno nel colmare questo divario.

Tra le grandi imprese che utilizzano IA spicca, nel contesto manifatturiero, l'implementazione di sistemi per la manutenzione predittiva o il controllo qualità, cresciuti dal 39,0% al 52,5%. Questo dato, particolarmente significativo, sancisce il riconoscimento dell'IA come strumento prezioso per migliorare l'efficienza operativa e garantire standard qualitativi più elevati.

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Nel settore dei servizi, le funzioni marketing e vendite stanno sempre più adottando tecnologie intelligenti per migliorare l’efficacia delle proprie azioni, con un aumento degli strumenti utilizzati dal 33,1% al 41,3%. L'AI si dimostra qui un potente alleato per personalizzare l'esperienza del cliente, ottimizzare le strategie di vendita e migliorare la precisione nelle previsioni di mercato.

Nel campo della sicurezza informatica, soprattutto in ambiti sensibili come quello dell'energia, la crescita è stata davvero importante: dall'23,7% al 50,6%. Gli operatori di questo settore si sono rivelati particolarmente predisposti a riconoscere le potenzialità dell’IA e il suo ruolo cruciale nella rilevazione e prevenzione di minacce, contribuendo a rafforzare la difesa dei sistemi informativi.

Riflettendo su queste dinamiche, possiamo notare come l'Intelligenza Artificiale stia influenzando profondamente diverse aree aziendali perché, come affermava il famoso Data Scientist Nate Silver: "I dati hanno un modo di illuminare cose che altrimenti rimarrebbero nell'oscurità". Questo paradigma è facilmente applicabile anche alle PMI che, comprendendo a pieno il valore della gestione dei dati, possono abbracciare le tecnologie emergenti e affrontare le sfide poste dalla digitalizzazione con l’obiettivo di crescere in competitività sui mercati di riferimento.

 

Luci e ombre nella digitalizzazione delle Pmi

La trasformazione digitale rappresenta un fondamentale snodo per le nostre imprese, non solo come requisito per rimanere competitive, ma come autentica opportunità di miglioramento delle performance aziendali e, conseguentemente, del proprio posizionamento competitivo. Non si può in primo luogo prescindere dagli investimenti nelle risorse umane e nello sviluppo delle nuove competenze digitali necessarie per affrontare mercati sempre più complessi e competitor sempre più preparati.

Questa considerazione può essere applicata con forza al contesto delle PMI che si confrontano con la rivoluzione digitale in atto. Interfacciarsi in modo proattivo con le tecnologie emergenti è un passaggio che va affrontato con fiducia e convinzione perché la cosiddetta “digital transformation” è ormai un fattore di crescita e innovazione a cui nessun operatore economico può permettersi di rinunciare. Rendere più efficiente la gestione operativa di un’impresa attraverso le nuove tecnologie significa diventare più agili, resilienti e orientati al futuro, significa creare valore per i propri clienti contribuendo a plasmare un sistema imprenditoriale dinamico e competitivo di cui tutti possono beneficiare.

 

 

 

 

 

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